Il sogno lucido della crisi climatica: cronaca di un Tornado a Roma
Quando l'apocalisse passa per le tue strade ma tu la guardi da un'altra città, scopri come funziona davvero la negazione.
Una tromba d’aria si è abbattuta su Roma, più precisamente in quel territorio a Nord-Est fatto di frammenti conosciuti come Prati Fiscali, Nuovo Salario, Conca d’Oro e Tufello che compongono Montesacro. Si è abbattuta su quelle strade in cui sono nato e che chiamo casa, strade su cui ho consumato le suole delle scarpe. Un unico problema: mentre tutto questo accade, io sono a Milano.
Tromba d’aria a Roma, i danni in Via dei Prati Fiscali e Conca d’Oro
Sono le 9.00 e appena entro in ufficio mi trovo a litigare col primo imprevisto della giornata. Ieri a Milano ha piovuto tantissimo dopo una settimana torrida, un assaggio di quello che negli ultimi anni abbiamo conosciuto ad agosto, ora con un discreto anticipo. I server non funzionano, così come tante altre infrastrutture della città, e non riesco ad accedere alla rete dal PC. Così, per passare il tempo, mi concedo un po’ di scrolling sulle solite piattaforme.
Inizio a vedere le immagini di una tromba d’aria che scoperchia i tetti, strappa gli alberi e fa volare i cassonetti della spazzatura. Non è la prima volta che vedo immagini simili, però questa volta hanno qualcosa di familiare. Inizio a riconoscere le strade, gli scorci, le impressioni che formano il mio quartiere.
Il primo pensiero che ho suona come “non è vero”, eppure gli alberi, i cassonetti, la segnaletica stradale sradicata e i rami sparsi ovunque sono reali. L’apocalisse sembra essere passata tra Prati Fiscali, Conca d’Oro e Tufello in questa mattinata di mercoledì 3 giugno 2026.
Purtroppo gli ingredienti letali c’erano tutti: una supercella ha dato vita al tornado e alle piogge violente, alimentandosi del caldo eccessivo dei giorni scorsi. Il vento si è scatenato poco dopo un violento temporale e ha creato difficoltà in tutto il quartiere, richiedendo più di 40 interventi dei vigili del fuoco di Roma.
Si contano oltre 60 alberi caduti, un ferito lieve (colpito dalla caduta di due pini mentre era dentro la sua Maserati) e danni a diversi stand del mercato di Via Val Padana e al chiosco del fioraio di Prati Fiscali. Il Presidente del III Municipio Paolo Emilio Marchionne ha dichiarato che i danni materiali appaiono gravi e che sarà richiesto un monitoraggio straordinario delle alberature nei plessi scolastici e nelle aree pubbliche del quadrante compreso tra via Val Maggia, via Val di Sangro, viale Jonio e le strade limitrofe, per verificare eventuali situazioni di rischio. Oltre ai momenti di paura, diverse persone stanno facendo i conti con i danni ad automobili, abitazioni, attività commerciali e beni privati. Ancora una volta sono le persone a dover affrontare le conseguenze di eventi estremi sempre più frequenti e violenti.
La dissociazione nella crisi climatica, cosa mi ricorda la tromba d’aria a Roma
Lo schermo del cellulare mi ha fatto vivere un sogno lucido, un distacco emotivamente partecipato. Qualcosa di difficile da comprendere, quasi fossi al tempo stesso cosciente e incosciente di quanto stava accadendo. È questo il risultato di come trattiamo la crisi climatica: anche quando la riconosciamo, a un certo punto subentra un meccanismo di negazione.
Non so spiegarlo bene a parole, però questo evento mi ha ricordato una frase che ho sentito spesso nell’ultimo anno: la crisi climatica può creare un’esperienza totalmente diversa tra chi viene colpito e chi no, anche se vivono in due vie adiacenti.
Se la prima reazione è stata quasi di disincanto, la seconda è stata ovviamente quella di scrivere ai miei genitori, che ancora vivono in quelle strade, e sul gruppo della nostra piccola diaspora romana, per sapere se stessimo tutte e tutti bene. Chi era a pochi metri e magari aveva la fortuna di essere in casa, o di non fare la solita passeggiata, non ha ben capito cosa stesse accadendo finché non sono uscite le prime immagini. Molti dei nostri cari lo hanno scoperto su Facebook, o solo dopo essere usciti di casa, quando ormai era “passato”. E questo succede a pochi metri di distanza: figuriamoci con chi vive in un’altra parte d’Italia o del mondo. Purtroppo però, questi eventi possono colpire tutte e tutti e un giorno potremmo essere noi una di quelle persone in auto mentre scoppiano i vetri a causa del vento.
Ora le frasi che si leggono sono “fortunatamente non si registrano feriti gravi, ma solo alcune persone che hanno riportato lievi conseguenze”. Ma per quanto ancora queste conseguenze saranno lievi, se non facciamo qualcosa? Quanto ancora continueremo a pensare che questi eventi siano un’eccezione, mentre il rischio diventa sempre più reale?
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