Lettere da Pokopia: Landa Rinsecchita
Pokémon Pokopia e il caldo estremo in una crisi climatica già passata
Questa che leggi è una lettera da Pokémon Pokopia, un posto dove la crisi climatica è già passata e chi è rimasto deve fare i conti con il nuovo volto di territori che conosciamo fin troppo bene.
Il viaggio a Pokopia è stato lungo fin qui e ci sono tante altre tappe, eppure forse ho capito qualcosa su cosa significa videogiocare nella crisi climatica. Spesso un ricordo, una sensazione o un’idea che passa veloce nelle nostre menti, qui invece assume le forme del racconto di una società ormai priva degli esseri umani. Il lato positivo di questo mondo? Non dobbiamo più aver paura del disastro in arrivo, ormai quello è passato.
La Landa Rinsecchita dal caldo estremo in Pokémon Pokopia
Appena mi risveglio nel mondo di Pokopia sono disorientato. Sono un piccolo Ditto con pochi ricordi e quello che mi rimane sono le sensazioni di quella che ormai è una vita lontana. Trovo una foto in cui vengo accarezzato dalla persona che mi allenava, subito una sensazione riscalda il mio corpo. Vivevamo in una bellissima città di nome Fucsiapoli e il capopalestra Koga era parte di un clan di ninja.
Una città verde, con orti e biciclette. Almeno era così prima che delle anomalie climatiche mi fecero stare male. Non saprei descriverlo perché effettivamente ricordo ben poco. Mi sembra passato tanto, tantissimo tempo. Il mio compagno di avventure, il mio allenatore, mi ha depositato nel PC del Centro Pokémon per proteggermi. Farfugliava qualcosa su un’evacuazione e sul fatto che avrebbe tanto desiderato dare un’ultima occhiata alle città che abbiamo visitato insieme nel lungo viaggio per incontrare nuovi Pokémon e incoronare il sogno di diventare i nuovi campioni di Kanto.
Magari è ancora lì da qualche parte, mi basterà uscire e andarlo a cercare. Finalmente saremo di nuovo insieme: io, lui e gli altri della nostra squadra. Non sarò solo come ora. Mi manca così tanto che prenderò le sue sembianze e comincerò a camminare verso quella fioca luce che vedo in fondo.
Uscire dalla grotta con il Professor Tangrowth
Dopo pochi passi sento una voce: «M-Ma… cosa?! C’è qualcuno là?!»
Nella grotta è ancora buio ma davanti a me si para un grande Tangrowth, sembra vestito come il Professor Oak. Sì, gli somiglia proprio tanto, lo chiamerò Professor Tangrowth. Lì per lì dice che non vedeva nessuno da tantissimo tempo. Effettivamente qui siamo isolati e al sicuro, tutto quello che ci rimane sono i nostri ricordi.
Il Professor Tangrowth ha tanti ricordi simili ai miei, quando era ancora un piccolo Tangela gli capitò di essere curato da un essere umano. Era ferito e indebolito, quel gesto di cura gli bastò per farlo affezionare all’umano. Che poi pensandoci, che creature buffe! Con quelle teste tonde e quelle lunghe parti che chiamano braccia o gambe.
Il Professor Tangrowth mi dice anche di essere sempre stato incuriosito dagli esseri umani e che li osservava sempre. Cercava di apprendere il più possibile guardando i loro schermi o i loro comportamenti. Mi dice anche di essere capace di identificare gli oggetti della civiltà umana o di leggere i loro diari.
Il nostro incontro ci ha fatto pensare che altri Pokémon potrebbero essere nella nostra condizione e che magari hanno bisogno di aiuto. Con le mie capacità e le sue conoscenze possiamo fare qualcosa.
Usciamo dalla grotta, il sole è accecante e il caldo ci fa friggere quasi istantaneamente. Non mi ricordo questa Kanto, è qualcosa di diverso. Cosa è successo?
La nuova normalità di Kanto: il caldo estremo
Fa caldo, caldissimo. Questo caldo prima lo chiamavano “anomalia climatica”, ora sembra la nuova normalità. Sembra tutto secco e ad ogni passo si sente scricchiolare il terreno. Non facciamo in tempo a fare qualche passo che sentiamo una sottilissima voce dire: «A… Acqua…».
Si tratta di uno Squirtle sofferente e steso a terra. Riesco a stento a farmi insegnare una mossa che si chiama “Pistolacqua” in modo da poterlo bagnare e aumentare l’umidità intorno a lui. Sembra riprendersi un po’ ma non è abbastanza per rendere il luogo “decente” da vivere. Mi dà qualche consiglio e secondo lui se innaffio la Landa Rinsecchita potrebbero tornare altri Pokémon.
Non è un’idea stupida. Prendendomi cura del verde intorno a noi ricompare anche Bulbasaur da alcuni cespugli che innaffio. Gentilmente mi insegna “fogliame” per poter creare più cespugli e dare vita a degli Habitat in grado di creare dei luoghi adatti per altri Pokémon. Così, con qualche cespuglio intorno a un albero di baccamela riesco ad incontrare anche Scyther. Anche lui mi insegna una mossa, quella per tagliare piante e alberi da cui trarre del materiale, ma è anche in grado di darmi dei pezzi di legname.
Curando gli Habitat e ascoltando le necessità dei miei nuovi amici sembra che questa Landa Rinsecchita si stia ripopolando. Eppure mancano gli esseri umani. Probabilmente sono evacuati per questo caldo assurdo. L’unico segno del loro passaggio sono delle macerie di alcune abitazioni e dei diari abbandonati.
Come viveva l’umanità queste anomalie climatiche
Leggendo i diari non mi sembravano realmente preoccupati da quello che ci stava accadendo. O almeno non tutti. Mi è capitato di leggere diverse memorie in cui si commentavano le ultime tendenze sulle acconciature degli influencer. In un altro diario un ragazzo notava che pescando stava catturando Pokémon che solitamente vivevano in altre regioni con altre condizioni climatiche.
Ho trovato anche le ultime parole di chi stava studiando queste anomalie climatiche. Un ricercatore stava facendo delle ricerche sul campo sull’Isola Cannella e ne ha discusso con i Professori Pokémon di diverse regioni. In molti si sono detti allarmati da queste anomalie climatiche e soprattutto dagli effetti che stavano avendo su noi Pokémon. Pare ci fosse anche una fondazione che stesse mettendo a punto un nuovo piano, non ho capito per cosa e cosa potrebbe c’entrare questo piano con la sparizione degli esseri umani.
In questa archeologia dell’umanità mi è sembrato che ognuno avesse una sensibilità molto diversa. Chi pensava all’ultimo gossip, chi studiava il fenomeno e chi cercava delle soluzioni. C’era anche un Team ERRE che non ho ben capito cosa facesse. Non so chi decideva in tutta questa storia.
Affrontare una Landa Rinsecchita dal caldo estremo
Ora però siamo rimasti solo noi e a Landa Rinsecchita fa caldo. Fa caldo e basta, non un picco, non una settimana difficile da attraversare e non un’ondata. Una volta con il mio allenatore avevamo provato a contarle. Oggi è inutile. È la condizione di questa landa e dobbiamo fare qualcosa, dobbiamo riparare questo posto in modo che diventi più vivibile. Con il Professor Tangrowth decidiamo due cose importantissime:
far tornare a piovere grazie all’aiuto di Slowpoke;
ricostruire il centro Pokémon della Landa Rinsecchita.
Slowpoke però è in grado di aiutarci con la sua “pioggia danza” solo se aumentiamo l’umidità nella Landa. In questo modo si può sentire meglio e ammorbidire il terreno, oltre che favorire la comparsa di nuovi Pokémon. Per questo, grazie anche alla mossa “spaccaroccia” imparata da Hitmonchan, costruisco nuovi Habitat ricchi di piante, fontane e corsi d’acqua dove i Pokémon possono stare bene.
Appena torna a piovere grazie a Slowpoke sentiamo un rumore da lontano. È il leggendario Kyogre! Sembra contento di rivedere questa Landa rigogliosa, ci confessa che gli esseri umani avevano creato una confusione tale da costringerlo a rifugiarsi in fondo al mare per poi rimanere lì. Questo ha in parte contribuito al rinsecchimento delle lande per il caldo estremo, ora invece può tornare a piovere.
Per costruire Pokopia devi affrontare il dilemma del porcospino
Manca però da ricostruire il centro Pokémon di Landa Rinsecchita, questo mi fa pensare all’antico dilemma del porcospino (o dovrei dire di Pincurchin). Ognuno di noi Pokémon ha bisogni molto particolari e vive in Habitat diversi: alzare l’umidità per qualcuno significa peggiorare le condizioni di qualcun altro che magari è abituato a vivere in ambienti aridi.
Penso sia un po’ la complessità del vivere in comunità, ossia quello di cercare di creare ambienti accoglienti anche dove dei bisogni potrebbero contraddirsi. Nel nostro caso era proprio Onix ad avere questo problema nella Landa Rinsecchita. Dopo tanto tempo passato a inumidire l’area, lui aveva bisogno di una casa arida e secca per non sentirsi male e poterci aiutare nella costruzione.
Tante volte basta ascoltare i bisogni di ognuno per risolvere il dilemma del porcospino, creare dei luoghi adatti per chi ama l’umidità, il caldo o il secco significa anche creare una casa per ognuno di questi Pokémon. Solo sentendo i loro bisogni, anche per raggiungere alcuni luoghi o svagarsi, possiamo migliorare la vivibilità delle nostre città e far fronte alle anomalie climatiche.
Da quando sono in questo posto che chiamiamo Pokopia mi sento come un piccolo sindaco, anche se non sono davvero io a decidere. Ricevo tante richieste dai Pokémon che sono felice di aiutare, anzi spesso sono proprio loro a collaborare per creare questa nuova comunità. Oggi è Landa Rinsecchita, domani chissà!
In questa prima parte del mio viaggio ho deciso di passare il tempo ad aiutare gli altri Pokémon e di rendere questo spazio a nostra misura. Lo abbiamo fatto insieme e finalmente sento di avere anche dei nuovi amici.
Eppure mi manca il mio allenatore. Ne ho parlato con Tangrowth, per lui e gli altri Pokémon è lo stesso. Gli umani ci hanno lasciato questo pianeta e abbiamo il dovere di capire cosa è successo. Dopo il collasso della civiltà umana, dentro le loro macerie sta sorgendo una nuova società Pokémon ma sappiamo benissimo che solo collaborando tra di noi e con gli umani, in nome della nostra amicizia, possiamo davvero costruire una casa per tutti.
Per questo dovrei fare come il mio allenatore, dovrei viaggiare per le città che abbiamo toccato insieme nella speranza di ritrovarlo o, almeno, di trovare qualche informazione su dove sono finiti gli esseri umani. Nel viaggio continuerò a fare nuove amicizie e ad aiutare i Pokémon a tornare a casa.
Magari riusciamo a costruire un bel mondo da vivere insieme e in cui tutti possiamo collaborare. Magari se facciamo un bel lavoro torneranno a viverci anche gli esseri umani. Ho sentito parlare di una certa Costa Uggiolina, magari varcando quel portale ai limiti delle montagne troverò qualche risposta in più.
Quella che hai appena letto è una lettera un po’ atipica che nasce da una segnalazione di Pacione sulla sua Newsletter. Inizialmente pensavo di fare il solito numero monografico per far vedere come cultura pop, storytelling e pop filosofia possano raccontare la società nella crisi climatica. Poi giocando per molte ore ho pensato che fosse più adatto creare una serie di lettere direttamente da Pokopia.
Pensaci bene: se non facciamo qualcosa, questo potrebbe essere il racconto di qualcuno che tra cent’anni dovrà capire che fine abbiamo fatto.
Dopo le ferie arriverà la lettera nella crisi climatica dalla Costa Uggiolina, nel frattempo puoi partecipare al progetto collaborativo delle Lettere compilando questo questionario o lasciando un commento a questa lettera!




